Progetto reti veronesi. Proposta per il dottorato della Scuola Superiore di Studi storici, geografici e antropologici.

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Concorso di ammissione alla Scuola Superiore di Studi storici, geografici e antropologici a.a. 2012/2013 (XXVIII ciclo – Universita’ Ca’ Foscari Venezia, Universita’ degli Studi di Padova, Universita’ degli Studi di Verona)

Candidato: Miro Marchi

Proposta progetto di ricerca

Titolo: Favorire l’emergenza di auto-organizzazione nelle reti economiche plurali attraverso l’auto-coscienza di rete. Il caso di Verona.

Tematiche di ricerca: Antropologia applicata, social network analysis, sistemi sociali complessi.

Breve presentazione del tema di ricerca: Si intende intercettare la domanda, proveniente dalla società civile organizzata di Verona, di strumenti in grado di favorire l’emergere di organizzazione nelle nuove reti socio-economiche in formazione. A tal fine saranno utilizzate principalmente tecniche etnografiche e di analisi di rete, in ottica comparativa e all’interno del quadro teorico delineato dall’interrelazione tra scienza della complessità e antropologia economica.

Status questionis: Lo zeitgeist della nostra epoca si sta trasformando nell’ideale di un sistema socio-economico glocale eco-sostenibile ed equo, in cui il benessere sia correlato alla felicità interiore oltre che al reddito. Un sistema inclusivo, connesso in una rete mondiale e declinato in modo da conservare e valorizzare la diversità bio-culturale del pianeta e in grado di liberare il potenziale di creatività e innovazione (si veda come riferimento comprensivo la conferenza delle Nazioni Unite Rio+20 sullo Sviluppo Sostenibile, programmata in giugno 2012; per quanto riguarda il ruolo dell’equità Wilkinson e Pickett 2009; della felicità Layard 2005).

In termini di teoria dei sistemi si può osservare come ogni risorsa (beni e servizi: cibo, acqua, educazione, salute, sicurezza …) venga prodotta e distribuita attraverso una rete di relazioni tra componenti dei sistemi sociale ed ambientale, formando un unico sistema dinamico in coevoluzione adattativa (Chapin et al. 2009).

Reti socio-economiche che si sono storicamente diversificate per struttura, funzioni e importanza relativa, reti pubbliche, di impresa privata, del terzo settore e reti familiari, stanno sperimentando un rewiring verso un nuovo assetto plurale e auto-organizzato, per spingere il sistema verso un nuovo equilibrio (Taylor 2009).

Come si può favorire l’organizzazione di questa pluralità? Come è possibile l’emergenza di reti ordinate e organizzate senza la presenza di una volontà coordinatrice centralizzata Questa domanda concernente l’auto-organizzazione delle reti, presente in tutta la scienza sistemica, è alla base della presente ricerca.

A partire dal lavoro sul dono di Marcel Mauss, passando per l’approccio sostanziale all’economia di Karl Polanyi (Laville 2003), fino all’économie sociale et solidaire francese (Laville e Cattani 2006), è possibile individuare un percorso di riflessione sui sistemi socio-economici, largamente influenzato dall’antropologia. Influenza che caratterizza questo percorso in modo anti-riduzionistico e umanista, in quanto alle persone reali e al loro contesto sociale è conferito un ruolo ermeneutico prioritario rispetto a qualsiasi astrazione (Hart et al. 2010).

Le scienze sociali inoltre hanno sviluppato diversi filoni di ricerca applicata con l’obiettivo di favorire l’organizzazione delle reti plurali, tra i quali ricordo l’approccio del capitale sociale (Donati 2001), dell’embeddedness della nuova sociologia economica (Granovetter 2005), dell’azione collettiva e beni comuni (Poteete et al. 2010), dell’e-participation (Charalabidis et al. 2009), tutti caratterizzati dall’affiancamento al fieldwork di strumenti informatici quali l’analisi dei reticoli sociali, i modelli ad agenti e il social web).

La presente ricerca intende posizionarsi all’interno di questo panorama, senza dimenticare le critiche emerse per quanto riguarda l’ambiguo rapporto tra capitale sociale e positive outcomes (De Filippis 2001; Ballet et al. 2007); la local trap (Purcell et al. 2005) cioè l’erronea convinzione che la gestione delle reti economiche a livello locale sia di per sé condizione sufficiente alla sostenibilità; e il fraintendimento del concetto di embeddedness dell’economia nei rapporti sociali, nel passaggio dal livello macro al livello micro (Cangiani 2011).

Obiettivi: Il caso di studio proposto è costituito dalla rete plurale emergente nella provincia di Verona orientata alla produzione del bene comune. Da questa rete è emersa una vera e propria domanda di uno strumento che possa essere d’aiuto per favorire la cooperazione tra i diversi attori:

vorrei arrivare ad avere uno strumento che ci aiuti a comprendere e aiuti a comprendere anche tutte quelle realtà che sono presenti sul grafo; da anni si cerca di creare una aggregazione consolidata su una piattaforma condivisa d’intenti, nessuno ci è realmente mai riuscito, credo che partire dalla consapevolezza di chi siamo e che relazioni ci sono e quali relazioni sono possibili sia un buon passo … (Andrea Tronchin, economista agrario, presidente dell’associazione Naturalmente Verona, comunicazione via email al gruppo di lavoro).

Si intende intercettare questa domanda ponendosi i seguenti obiettivi: _ favorire l’emergenza di organizzazione nella rete; _ contribuire alla letteratura scientifica sui temi dell’organizzazione sociale; _ condividere le conoscenze prodotte nei circuiti di informazione globali.

Ci si propone di coinvolgere nella ricerca, e quindi anche di agganciare alla rete di riferimento, diverse realtà del sistema universitario veneto: _ il Dipartimento Tempo, Spazio, Immagine, Società dell’Università di Verona (per le discipline antropologiche, di ricerca sociale e analisi delle reti); _ il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università di Venezia (discipline antropologiche); _ il Dipartimento di Computer Science dell’Università di Verona (per collaborazioni sul versante del social web); _ i dipartimenti di Economia dell’Università di Venezia e di Verona (per i metodi quantitativi applicati alle scienze sociali).

Rilevanza: L’approccio allo sviluppo di comunità proposto, già di per sé originale in quanto fondato su un pensiero sistemico, è decisamente innovativo per quanto riguarda le modalità di intervento. In un’ottica di complex problem solving (Clemens 2005) si intende consegnare gli strumenti elaborati, in particolare di network visualization (Freeman 2000), ai soggetti interessati, progettandone insieme le modalità di fruizione, in modo da favorire l’emergere di cooperazione e organizzazione attraverso l’emergenza di “autocoscienza di rete” da parte dei partecipanti.

Fonti: Verranno analizzati casi di studio che riguardano i problemi della cooperazione e dei beni comuni oppure progetti che perseguono obiettivi simili a quelli qui prefissati. Esempi possono essere il Sacramento Water Forum, studiato in particolare per gli aspetti di multi-stakeholders governance (Hajer e Wagenaar 2003), le reti agricole globali come Via Campesina (Via Campesina Views 2010); il Saguaro Seminar, progetto di community developement negli Stati Uniti basato sull’approccio di Putnam al capitale sociale (Putnam 2003); i progetti di Agenda21 locale (presenti anche nel comune di Verona) …

Un caso privilegiato è il sistema dei subak, le organizzazioni agricole dell’isola di Bali, studiato da un gruppo di ricerca interdisciplinare (storia, archeologia, ecologia, scienza della complessità … ) coordinato dall’antropologo Stephen J. Lansing.

La rete dei subak balinesi presenta quattro caratteristiche che la rendono particolarmente adatta come riferimento per il caso veronese e per una comprensione dell’evoluzione delle reti economiche in generale: _ la rete è modellabile come un sistema di cooperazione tra agenti; _ la rete produce e distribuisce risorse (riso, acqua) in modo ottimale sia per sostenibilità ambientale che per produttività (quando la Asia Development Bank e il governo indonesiano hanno tentato di modernizzare il lavoro agricolo, si sono scontrati con inevitabili fallimenti); _ la rete si è evoluta in assenza di coordinamento da parte di un governo centrale (le caratteristiche ecologiche dell’isola creavano ostacoli insormontabili alla gestione centralizzata della produzione agricola da parte dei regni); _ il sistema è estremamente equo (ad esempio ogni contadino usufruisce della stessa quantità di acqua per l’irrigazione) pur essendosi evoluto all’interno di un sistema sociale fondato sulle caste induiste e quindi di tipo gerarchico (Lansing 2006).

Metodo di indagine: Si intende studiare la rete in oggetto attraverso le tecniche etnografiche, in modo da raggiungere una comprensione olistica (struttura, valori, regole). Saranno praticate interviste e osservazione partecipante (partecipazioni a riunioni, manifestazioni, e altri momenti di socializzazione). La ricerca etnografica accompagnerà tutte le fasi del lavoro.

La mia collaborazione con le associazioni veronesi è già iniziata. Al momento ho digitalizzato un grafo a partire da un disegno eseguito dal presidente dell’associazione “Naturalmente Verona”. Nel grafo sono indicate: _ le organizzazioni conosciute dal disegnatore coinvolte nella produzione di bene comune (associazioni ambientaliste, cooperative agricole biologiche … ); _ i progetti, realizzati ed in cantiere, terreno effettivo di collaborazione fra diverse realtà (Gruppo Acquisto Fotovoltaico, Portale del Terzo Settore … ); _ le associazioni regionali, nazionali e internazionali cui le realtà locali sono connesse (Via Campesina, Associazione Rurale Italiana … ); i legami tra i nodi. Questo grafo costituisce il primo strumento tecnico.

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Il primo momento sarà costituito quindi dal completamento del grafo, da attuarsi mediante campionamento snowball degli altri attori. Sarà valutata la possibilità di raccogliere i dati attraverso un questionario oppure attraverso il disegno dei propri nodi e archi nel grafo direttamente da parte degli attori.

Il secondo momento della ricerca consisterà nella realizzazione delle modalità di fruizione dell’informazione raccolta, per stimolare l’emergere di autocoscienza di rete: (es. poster, immagini e documenti web, sistemi di navigazioni interattivi del grafo … ).

Combinando le capacità di visualizzazione e analisi dei grafi con le potenzialità di partecipazione offerte dal web 2.0 è possibile fornire uno strumento informatico capace di mostrare all’utente la propria interazione sociale, le proprie connessioni con gli altri attori, la propria posizione all’interno della rete e la rete nel suo complesso. È possibile rendere l’utente in grado di progettare le proprie strategie di cooperazione. Per realizzare questo strumento avanzato sarà ricercata la collaborazione del Dipartimento di Computer Science, attraverso la proposta di un progetto di tesi di laurea o di dottorato per studenti di Informatica. Per condividere in internet i dati relativi alla rete studiata, si proporrà di utilizzare lo standard RDF + OWL (FOAF), in linea con il movimento Linked (Open) Data (Berners-Lee 2006).

Sarà inoltre ricercata la collaborazione con ambienti artistici per la produzione di un film, un fumetto e altri materiali potenzialmente utili per sviluppare l’auto-coscienza e per divulgare la ricerca.

Si tenterà di monitorare l’emergenza di organizzazione della rete, attraverso parametri quantitativi e qualitativi.

Risultati: Ci si aspetta di: _ individuare una prassi di ricerca efficace nei confronti degli obiettivi prefissati e replicabile in progetti futuri; _ contribuire al dibattito sull’auto-organizzazione dei sistemi complessi; _ produrre una conoscenza innovativa nel settore del management delle realtà economiche complesse. Conoscenza orientata anche alla creazione di pratiche di consulenza per lo sviluppo locale.

Questo progetto è pensato inoltre come progetto pilota per una attività continuativa di analisi della rete economica glocale veronese. Si vorrebbe attrarre nel tempo la collaborazione, e i potenziali finanziamenti, di attori ed enti interessati a soluzioni innovative di sviluppo sostenibile del sistema produttivo e distributivo nei vari settori coinvolti, come ad esempio l’industria alimentare, energetica, del turismo … Allo stesso tempo si vorrebbe costituire un terreno fertile alla nascita di nuove realtà.

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PhD in Anthropology, consultant at GraphAware. Interested in graphs, ethnography, anthropology, network analysis, graph databases, network visualization, complexity, cooperation, collective action, emergence of self-organization, commons, sustainability, open source, communities of practice.
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